Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali sembra che, improvvisamente, tutte le difficoltà finanziarie che fino a qualche tempo fa impedivano al Comune di fare ogni più modesto intervento, improvvisamente si siano dissolte e che Siena sia destinataria di milioni di Euro: dal bando per le periferie alla Regione, ecc. L’ultima notizia riguarda 1 milione di Euro, derivanti dalla vendita di un certo numero di abitazioni del Siena Casa, che la Regione metterebbe a disposizione del Comune, parte per avviare i lavori della scuola elementare di S.Miniato, parte per la costruzione di 18 case popolari in viale Bracci, cui poi si aggiungerebbero altre 15.

La notizia sarebbe buona se non si tenesse conto di alcuni fattori:

  • Siena Casa ha numerose abitazioni vuote, non assegnabili alle famiglie in graduatoria, perché non ha finanziamenti per fare i lavori di ristrutturazione indispensabili prima di riassegnare un appartamento lasciato dal precedente affittuario, e ha assegnato solo meno della metà dei 24 appartamenti nuovi di S.Miniato.
  • Il Comune sta mettendo in vendita diversi immobili che potrebbe essere conferiti al Siena Casa per farne case popolari, proprio grazie a questi finanziamenti. E’ una contraddizione costruire ex novo mentre, anche nel centro storico, ci sono case di proprietà pubblica che da tempo sono state messe in vendita.
  • Tutte le norme di programmazione edilizia della Regione Toscana stabiliscono che non si costruiscano più edifici nuovi e non si consumi più il suolo.
  • Con il crescere della popolazione anziana non si potrà fare di Siena un’immensa casa di riposo e gli anziani parzialmente autosufficienti potrebbero, invece che andare in Campansi o in qualche più costosa residenza, avere a disposizione un piccolo appartamento per conservare l’autonomia, ma all’interno di un palazzo dotato di servizi in comune per la preparazione dei pasti, l’assistenza sanitaria, la lavanderia, ecc. (housing sociale)

Il Circolo Città Domani- Sinistra per Siena, in presenza di tutti questi elementi, chiede al Comune:

  • Perché non si destina una parte di questo finanziamento regionale alla sistemazione delle case vuote del Siena Casa e del Comune, magari anche innovando i sistemi di riscaldamento con energie rinnovabili e facendo verifiche sull’antisismicità degli edifici?
  • Perché si vogliono costruire edifici nuovi, cementificando ulteriormente una zona come viale Bracci già ingolfata dal traffico, mentre ci sono tante case vuote? Perché con una parte di quel finanziamento Siena Casa o il Comune non sistemano gli edifici già esistenti invece di venderli?
  • Perché non si progetta (invece dell’appartamento per disabili al piano terra, come ha detto Valentini) un vera esperienza di housing sociale, evitando la ghettizzazione degli anziani, ma realizzando una gestione innovativa con il necessario scambio generazionale e la presenza di servizi comuni?