Tutte le forze politiche cittadine stanno protestando perché la nuova Azienda ASL per l’Area Vasta Sud-Est (comprendente Siena, Arezzo e Grosseto) avrà sede ad Arezzo e non a Siena, come promesso dal consigliere regionale Scaramelli.

In particolare è stato il segretario del PD comunale, Masi, a mostrarsi più meravigliato di questa decisione, come se non avesse saputo che la Regione Toscana stava approvando una riforma sanitaria impostata sul massimo accentramento oltreché sulla riduzione dei servizi e del personale. Il consigliere del PD Scaramelli, presidente della commissione regionale per la sanità, appare particolarmente imbarazzato, per non essere riuscito ad imporsi come rappresentante degli interessi di Siena (e qualcuno lo elegge “senese dell’anno”!!!).

Certamente, anche per “Sinistra per Siena”, la scelta di privilegiare Arezzo è frutto di pressioni e di interessi poco limpidi, e non di una razionale organizzazione della sanità, visto che non si trova al centro dell’area di riferimento sud est (come sarebbe stata Siena) e comporterà disagi notevoli nei rapporti con tutto il resto della zona.

Ma il fatto veramente grave è l’approvazione di questa riforma sanitaria, fatta a distanza di pochi mesi dalla precedente (e quasi identica a quella), solo per evitare il referendum, promosso da varie forze politiche, per cui erano stato raccolte 55.000 firme di cittadini toscani. Una riforma che il presidente Rossi e l’assessore Saccardi hanno imposto con la forza della maggioranza (tagliando oltre 50 articoli per accelerare i tempi di approvazione), senza misurarsi con le osservazioni e gli emendamenti che volevano ridurre l’impatto negativo che avrà per l’organizzazione sanitaria toscana.

Ciò che ci preoccupa veramente è la riduzione dei servizi ai cittadini, il progressivo smantellamento della sanità pubblica a vantaggio dei privati, la diminuzione di medici e infermieri, la dequalificazione del Policlinico delle Scotte, che lo spirito accentratore e decisionista di Rossi sta imponendo alla Toscana. Ma altrettanto grave appare la debolezza dimostrata ancora una volta dal sindaco Valentini, incapace di difendere la qualità della sanità senese vittima del decisionismo antidemocratico di Rossi, Saccardi e Renzi.