Il Policlinico delle Scotte è all’attenzione della cittadinanza perché la qualità e la quantità del servizio sanitario sono state messe in pericolo da alcune scelte deleterie.

Il Sindaco ha lanciato senza riflettere l’ipotesi di abbatterlo dando credito ad un promesso sostegno della Regione Toscana che poi si è rivelato un bluff, trascurando così un obiettivo importante e ragionevole come quello di una ristrutturazione edilizia e funzionale (anche sul piano dell’efficientamento energetico).

Qualche “taglio di nastro” (per quanto in sé anche significativo) sembra diventato solo strumento di propaganda per gettare un po’ di fumo negli occhi. L’improvvisa presa di posizione del Presidente Rossi contro l’attività “intramoenia” ha il tono di un proclama populista, perché in effetti la responsabilità dei gravi fatti di Firenze è frutto soprattutto della mancanza di controlli da parte della Direzione Ospedaliera.

Anche alle Scotte gli ambulatori dell’intramoenia sono stati privilegiati come allestimento e funzionalità, rispetto agli ambulatori pubblici: i primi collocati in ambienti piacevolmente arredati, le visite ad orari certi ed effettuate da medici di fiducia; gli altri confinati in un corridoio angusto con panche di ferro, e il paziente è costretto ad attese estenuanti e visite fatte dagli specializzandi.

Tutto questo non è tollerabile: noi chiediamo che si intervenga concretamente per eliminare questa ingiusta disparità. La questione è il controllo: qualcuno verifica che i medici dipendenti dell’Azienda Ospedaliera svolgano l’attività intramoenia fuori dell’orario di lavoro?

Bisogna ricordarsi che da questa attività deriva un introito anche per le casse dell’Ospedale, quindi non va demonizzata, ma controllata meglio, per evitare che i medici pubblici costruiscano canali privilegiati per i propri pazienti paganti.

La degenerazione di questa attività comunque è frutto della politica di tagli lineari alla spesa sanitaria compiuta dalla Regione Toscana, che ha spinto sempre di più verso il privato, creando liste di attesa esageratamente lunghe che mettono a rischio la salute stessa dei cittadini.

Per ovviare a questo problema bisogna tornare a praticare – come si faceva qualche anno fa alle Scotte – l’apertura degli ambulatori anche nel pomeriggio, e se necessario anche di sabato e domenica. Così si otterrebbero molteplici positivi effetti: i pazienti sarebbero sottoposti tempestivamente ai controlli che possono aiutare a combattere le malattie; la strumentazione sarebbe utilizzata appieno e gli investimenti fatti sarebbero più produttivi e infine i pazienti troverebbero facilmente un parcheggio, invece di incolonnarsi tutte le mattine alla ricerca disperata di un posto auto.

Il Circolo Città Domani – Sinistra per Siena sollecita la Direzione del Policlinico, il Sindaco e l’Assessore alla Sanità e Servizi Sociali a considerare queste proposte e ad operare nell’interesse dei propri cittadini.

Circolo Città Domani – Sinistra per Siena