La decisione del Sindaco Valentini di accettare il diktat del gruppo consiliare PD, rimandando l’esame del bilancio di previsione 2014, è una delle più brutte pagine della politica cittadina.
Testimonia che ormai il PD senese, invece di rigenerarsi e cambiare strada dopo aver rovinato la città e la sua Banca, continua con gli stessi metodi delle lotte personali intestine, dei ricatti, delle minacce finalizzate solo a mantenere il potere di controllo sul tessuto sociale e politico senese.
In questo senso fra il gruppo consiliare controllato dai ceccuziani e il Sindaco Valentini (renziano?)
continuano le schermaglie che da anni divorano il PD senese dall’interno, insieme al consenso dei cittadini come si nota con la recente perdita di vari comuni della provincia storicamente governati dal centro sinistra.
Fra i due non c’è differenza né di valori né di metodi: è un continuo braccio di ferro solo per prevalere. Basta guardare come si è comportato l’”innovatore” Valentini nelle nomine.
I rappresentanti del Comune nominati in enti ed istituzioni, li ha scelti in parte fra i suoi fedeli, in parte fra i fedeli dell’altro schieramento: mai premiando la competenza, l’esperienza e l’autonomia. Anche l’adesione alla Carta di Pisa si sta rivelando una foglia di fico, che presto gli strapperemo, dimostrando che sta violando molti articoli di quel documento che dovrebbe garantire la buona amministrazione.
Ma perché il PD comunale non vota il bilancio di previsione 2014, bloccando così l’attività del Comune? E’ evidente che si tratta di un modo per tenere il Sindaco sulla corda e imporgli qualche nomina, in primis in Fondazione. Ma perché il Sindaco dal canto suo non si ribella, e invece accetta il diktat, china la testa? Non perché un suo atto clamoroso di rottura provocherebbe il nuovo commissariamento del Comune, ma perché accetta la logica del ricatto, pur di rimanere al suo posto; avrà un’altra occasione per far pesare il suo potere.
Il Circolo “Città Domani” con il suo gruppo di “Sinistra per Siena, RC SsM” non intende parteggiare per nessuno dei (falsi) contendenti: continueremo la nostra azione in Consiglio Comunale, mettendo in evidenza le carenze di questa Giunta, la debolezza dell’attività amministrativa, la mancanza di innovazione, la passività verso i potentati locali anche nel settore culturale, l’assenza di un progetto di alto profilo.
Si sono fatte tante chiacchiere fumose ma nessun concreto originale atto amministrativo; ci si nasconde continuamente dietro la solfa che “non ci sono soldi” per motivare l’inazione e così lasciare i lavori a metà, senza fare alcuno sforzo di fantasia amministrativa; si sono maltrattati i dipendenti, soprattutto quelli dei livelli operai, della cui partecipazione c’è quanto mai bisogno:
mentre i consiglieri “ceccuziani” si sono impuntati sulla inutile pagliacciata delle Consulte, riportando una umiliante sconfitta anche rispetto ai maneggioni dell’altra lista.