Il Consiglio Comunale convocato per giovedì 15 maggio 2014 sarà chiamato ad approvare il regolamento e l’ammontare del nuovo tributo TASI che dovrebbe andare a coprire i “servizi indivisibili”, cioè in pratica a sostenere globalmente l’attività del Comune di Siena.
Infatti l’incasso previsto di oltre 10 milioni di Euro sarà destinato fra l’altro, per 800.000 Euro alla gestione dei beni demaniali e patrimoniali, per altri 800.000 alla Polizia Municipale, per 500.000 Euro alla scuola materna, per poco più di 1 milione di Euro all’illuminazione pubblica, e via dicendo.
Sicuramente l’incertezza e la poca chiarezza da parte del governo centrale ha messo in difficoltà anche il nostro Comune, colpito come tutti gli altri da tagli pesanti che obbligano a ricorrere alla tassazione locale, ma devo dire che la soluzione trovata non appare né giusta né convincente.
Il tributo dovrà essere pagato dai proprietari di abitazioni, nella misura del 3,1 per mille (calcolato sulla rendita catastale maggiorata del 5% e moltiplicata per 160 – cioè la stessa base su cui viene calcolata l’IMU). In effetti l’aliquota massima era stabilita dallo Stato nel 2,5 per mille, maggiorabile dello 0,8 per mille se vengono finanziate detrazioni d’imposta per le abitazioni principali. Ma l’unica detrazione è stata stabilita nel Comune di Siena per l’abitazione principale, in 50 Euro uguali per tutti. Eppure era possibile differenziare questo importo, favorendo i redditi più bassi o le famiglie numerose e penalizzando invece i proprietari con redditi superiori a 100.000 Euro o con immobili di valore di mercato superiori al milione di Euro. Invece la Giunta ha preferito favorire i proprietari di fabbricati di interesse artistico e storico per i quali viene ridotta del 50% la base imponibile e quindi l’ammontare del tributo. Finirà che pagheranno di più i proprietari di case all’Acqua Calda, al Pietriccio, a Taverne o S.Miniato, rispetto a quelli che abitano in Piazza del Campo o Banchi di Sopra.
Insomma mi pare una soluzione ingiusta, e preannuncio che nel dibattito consiliare proporrò delle modifiche, sperando che anche la maggioranza si renda conto che i conti potevano tornare anche articolando diversamente le detrazioni, che così fatte penalizzano i ceti più deboli.
Nell’occasione invito i cittadini a partecipare alla seduta del Consiglio di giovedì 15 maggio, che inizierà alle ore 14.