Nelle ultime ore due fatti importanti e gravi riguardano le mense delle nostre scuole. La prima è la fornitura di insaccati avariati, la seconda è la scelta della Sindaca di Montevarchi Silvia Chiassai di dare pane e olio ai figli dei genitori morosi.

L’aspetto inquietante della vicenda è la coincidenza dei due eventi, solo apparentemente scollegati: perché la prima mette in risalto la fragilità di un sistema con falle evidenti, creando ancora più sfiducia nelle istituzioni da parte delle famiglie; mentre la seconda, riporta alla luce un pensiero antico e classista, dove a rimetterci non saranno i genitori inadempienti, ma solo i figli.
E’ chiaro che la fine a cui il sistema mense andrà in contro sarà quello del “panino a scuola”.
Come succede già in molte città, i genitori sceglieranno se i propri figli mangeranno a mensa oppure dargli un panino, e vista sia sul piano economico che della fiducia sempre più bassa verso le mense, saranno sempre di più quelli che opteranno per il pranzo al sacco, oltretutto le scuole dovranno servire sempre meno pasti giovando alle casse comunali.
Io non sono d’accordo, anzi sarebbe un errore. La mensa è un momento fondamentale e insostituibile di socializzazione, educazione ed uguaglianza tra bambini; non può essere vista soltanto come un costo, destinata a morire come tante altre conquiste sociali del passato.
La Sindaca avrà le sue motivazioni a dire che tra le 38 famiglie morose non ci siano solo poveri ma anche molti furbetti, come sicuramente avrà le sue ragioni dicendo che in qualche modo deve ripianare il buco di 530mila euro per la refezione e i trasporti scolastici; ma sa benissimo cosa può voler dire anche un solo giorno dove al bambino non viene servito lo stesso pasto come agli altri, provocando un senso di vergogna ed esclusione che può risultare significativo nello sviluppo del bambino.
Sono favorevole alla proposta della Sindaca di chiedere al governo che la mensa sia inserita come servizio essenziale scolastico, ma questo non succederà: né con il Pd, che da anni ha messo la scuola in secondo piano e la ministra Fedeli è una sua “degna” rappresentante, né tantomeno con i partiti di centro destra.
Suggerirei infine a tutti gli amministratori comunali di rivedere accuratamente gli appalti, le esternalizzazioni e lo spreco del cibo che avviene in questi luoghi. Forse, con un piano più razionale e meno clientelistico potremmo fare meglio, molto meglio.