La discussione sullo Studio di fattibilità presentato al Comune dalla Società Sienainsieme, per conto dell’ A.C. Siena, per la ristrutturazione e gestione dello stadio “Artemio Franchi”, sta seguendo a mio parere un percorso poco convincente e regolare.
Intanto i promotori sostengono (più o meno velatamente) che la realizzazione del progetto sarebbe determinante per salvare l’A.C. Siena dalla drammatica situazione finanziaria in cui si trova, per cui tutti i tifosi ed i cittadini dovrebbero sostenerlo senza troppe discussioni e trattenersi da ogni critica “disfattista”.
Però lo studio di fattibilità, presentato al Comune il 20 febbraio 2014, non è stato ancora sottoposto all’esame della Commissione consiliare Assetto del Territorio, prima tappa preliminare ai successivi passaggi. Ho già chiesto ufficialmente, in qualità di Vice presidente della stessa Commissione Consiliare, la convocazione di un’immediata riunione, ma mi è stato risposto che i tecnici comunali non avevano ancora completato l’esame: eppure sono proprio i tecnici del Comune ( e non i progettisti come sarebbe stato opportuno) ad illustrarlo alla cittadinanza lunedì 24 marzo all’Auditorium dell’Università per Stranieri.
Lo stesso materiale poi viene esposto nei locali di Palazzo Patrizi denominati la casa della Città, quasi dando una patente di ufficialità, che al momento non esiste proprio. Questo non è il percorso corretto, tanto più per un’opera che potrebbe avere un impatto fortissimo sulla città storica, e quindi necessita delle più approfondite valutazioni.
Io vorrei sapere perché il Comune di Siena non ha utilizzato gli strumenti previsti dalla Legge Regionale sulla Partecipazione 46/2013 che prevede, proprio nel caso di grandi progetti (“ piani, opere o interventi che presentano un rilevante impatto potenziale sul paesaggio o sull’ambiente”), la possibilità di attivare processi partecipativi della cittadinanza formalizzati e sostenuti finanziariamente dalla Regione stessa (Dibattito pubblico). Lo dovrebbe fare immediatamente, aderendo per prima cosa al Protocollo Regione – enti locali, previsto già nella precedente Legge regionale sulla partecipazione del 2007, ma snobbato da Siena senza una vera spiegazione.
Quanto alle caratteristiche dello Studio di fattibilità, come consigliere comunale credo sia mio diritto e dovere ottenere tutte le informazioni necessarie nelle sedi opportune, e poter esprimere liberamente idee e osservazioni, senza essere tacciata di non voler bene alla squadra di calcio.