Dichiarazione di Laura Vigni

Giorno dopo giorno si fanno sempre più evidenti le conseguenze negative sui lavoratori delle politiche adottate in questi anni dalla Banca Monte dei Paschi e dalla Fondazione, lasciati al loro destino dalle forze politiche che ne hanno condizionato per anni le scelte e adesso incapaci di prospettare soluzioni che rendano meno drammatico l’impatto sulla vita dei dipendenti e sul futuro economico della città.

Siamo vicini ai lavoratori del Monte dei Paschi e a quelli del , vittime sia di scelte sciagurate da parte del management, sia di una crisi europea che avrebbe potuto farsi sentire meno, se fossero state compiute scelte più interessate al bene delle strutture che non alla spartizione del potere.

Il Circolo Città Domani si è impegnato molto a denunciare i pericoli, studiando i problemi ed avanzando proposte alternative anche dirompenti, ma la scelta dell’ex Sindaco Ceccuzzi di nominare Profumo alla presidenza della banca ha reso ogni tentativo del tutto vano e inascoltato.

Abbiamo lavorato nell’Osservatorio Civico, abbiamo sostenuto l’Associazione dei Piccoli Azionisti, impegnando tutte le nostre energie, e se fosse stato raggiunto un maggior coordinamento forse la nostra presenza all’assemblea della Banca avrebbe potuto pesare maggiormente.

In questa fase cruciale della battaglia sindacale, siamo disponibili a dare il nostro contributo politico anche incontrando i lavoratori e le organizzazioni sindacali della banca, cui vorremmo non esprimere generica solidarietà ma presentare le nostre idee per uscire dalla crisi e le nostre valutazioni.

Altra questione riguardante l’utilizzo sciagurato delle risorse della Banca Monte dei Paschi è il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano,costato negli anni molti milioni di euro, e adesso infine abbandonato. Mentre esprimiamo soddisfazione per un risultato il cui merito va soprattutto ai cittadini del Comitato contro l’ampliamento, ci rendiamo conto che i soli a pagare saranno i lavoratori, di cui gli enti proprietari dell’aeroporto si sono completamente disinteressati, salvo strumentalizzarne la preoccupazione per prospettare soluzioni di ripiego, altrettanto prive di futuro. Gli enti locali dovranno adesso impegnarsi per ripensare il sistema delle comunicazioni di Siena con gli aeroporti della Toscana e, per quanto riguarda l’area di Ampugano, far maturare prospettive nuove di utilizzo, che prefigurino anche nuove occasioni di lavoro.

Altri lavoratori che stanno pagando per scelte errate sono quelli della Siena Biotech, un progetto cui la Fondazione Monte dei Paschi ha destinato negli anni delle vacche grasse cifre esagerate senza controllo, ma anche dotandola di strumentazioni d’avanguardia. Noi crediamo che l’impegno nella ricerca sulle neuroscienze e per la creazione di nuovi medicinali sia un patrimonio che la nostra città non debba perdere, anche perché può rappresentare una prospettiva di ripresa in un momento di recessione.

La ricerca di base è lenta e spesso occorrono tempi lunghi per vedere risultati, ma selezionando partner nuovi, mettendo a disposizione di altre strutture le strumentazioni d’avanguardia, collaborando maggiormente con il policlinico, possono intravedersi prospettive positive per il futuro. Per questo non vorremmo che il progetto Siena Biotech venisse abbandonato, sia per i lavoratori di alta qualificazione che vi operano e che sarebbero costretti a portare altrove le loro competenze, sia per il futuro economico di questa città che deve avere nella ricerca di alto livello uno dei suoi punti di forza.

Il futuro resta più che mai incerto anche per i lavoratori delle cooperative Zelig ed Elicona in forza al Santa Maria della Scala che dal primo settembre hanno subito in larga parte la cassa integrazione o il licenziamento e a tutt’oggi non riescono a intravedere alcuna prospettiva, neppure di corto respiro, dato che il bando di gara tanto atteso non è stato ancora pubblicato dal Comune.

 

Il dissesto dell’Università, frutto di quasi trent’anni di cattiva amministrazione e di scelte più che opinabili, ha portato infine – oltre che a un impoverimento della capacità di fare didattica, ricerca e garantire servizi – a una situazione desolante per quanto riguarda il lavoro. Dapprima si è infatti provveduto a liquidare i precari della ricerca e della didattica, gli stabilizzandi e i dipendenti delle cooperative (anche quelle sociali); poi si è messo le mani direttamente nelle tasche dei dipendenti sottraendo loro il salario accessorio, mentre la ricorrente carenza di liquidità ha reso talvolta incerto perfino il pagamento degli stipendi.

I programmi di riassestamento del bilancio non convincono soprattutto perché i sacrifici non sono equamente distribuiti e il sistema di potere sembra perpetuarsi nelle stesse logiche del passato.

Occorre ora un impegno straordinario per cercare soluzioni a tutti questi problemi del lavoro, a partire da un diverso modo di intendere la pubblica amministrazione, dove c’è bisogno di affermare un’etica dell’interesse generale e della cosa pubblica. Non è più tempo di promesse e soluzioni individuali, che hanno moralmente distrutto la capacità di agire della politica a Siena. E’ tempo di azioni collettive e forte mobilitazione, unica strada per individuare sbocchi e soluzioni concrete.

 Laura Vigni