L’enfasi con cui il sindaco Valentini sta esaltando questo bilancio di previsione per il 2013 è assolutamente fuori luogo, per non dire offensivo verso i cittadini.
In primo luogo, grazie ad operazioni contabili formalmente legittime ma nella sostanza discutibili, il bilancio è solo apparentemente in pareggio. Infatti oltre ai 4 milioni di deficit lasciatici in eredità dal Commissario, ci sono in ballo ben 12 milioni di euro che lo Stato ha trasferito per errore nell’anno passato e che devono essere messi in uscita. Ciò rende il bilancio assolutamente inattendibile e purtroppo i cittadini lo verificheranno quando mancheranno i servizi e non si faranno i lavori promessi.
Ma gravissima è apparsa la sua dichiarazione finale quando ha candidamente ammesso che il 10% di entrate che in passato veniva dalla Fondazione, adesso sarà a carico dei cittadini, in termini di tasse e imposte. Verrebbe da dire: belle forze! si scaricano sui senesi i disastrosi errori del passato e lui è tranquillo!
Anche se Valentini non lo ha ammesso, la decisione di rinunciare all’aumento dell’addizionale IRPEF è frutto della pressione di tutti i gruppi dell’opposizione, che avevano criticato l’elevazione dell’aliquota per tutte le fasce di reddito fino allo 0,8%, che avrebbe violato il principio costituzionale della progressività della tassazione.
Poi l’intricata vicenda della seconda rata di IMU sulla prima casa: il Comune di Siena ha aumentato l’aliquota fino a 0,6 punti percentuali (cioè il massimo consentito) e così i cittadini senesi dovranno pagare sulla prima casa il 40% della tassa, perché lo Stato rimborserà in toto solo i Comuni che l’avevano fissata allo 0,4.
C’è quindi il capitolo del salario accessorio ai dipendenti, ritirato dalle buste paga solo per una interpretazione restrittiva delle comunicazioni ricevute dalla Corte dei Conti, e adesso messo in un fondo che rimarrà congelato fino alla fine della vicenda. Se – come affermato dall’Ispettore del MEF – il fondo era legittimamente costituito nella sua globalità, ai lavoratori dovrà comunque andare e allora perché non prendere tempo fino alla definizione? L’unico risultato è l’aumento della conflittualità con i dipendenti, giustamente indignati per questa operazione che ricade su stipendi già miseri e fermi a 4 anni fa, mentre le attività disagiate dovranno essere comunque svolte.
Ma il risultato politico dopo questo voto sul bilancio è evidente: il Sindaco Valentini ha rinunciato a tutte le intenzioni di rinnovamento proclamate in campagna elettorale ed ha stipulato qualche accordo con l’ex sindaco dimissionario. Insomma Siena non Cambia!!