“Avanti Savoia” gridavano i soldati italiani mandati ad uccidersi contro il fuoco delle mitragliatrici austriache nella grande guerra.

“Avanti Siena” recita lo slogan di Ceccuzzi per la sua campagna per le pseudo-primarie.

L’ironia è probabilmente involontaria; Ceccuzzi con i suo sodali Mussari e Monaci ha portato Siena sull’orlo del baratro e ora vorrebbe pure farle fare un passo in avanti?

 

Ma Siena non doveva essere già bella e meravigliosa 2.0 ? Del claim  adottato nella scorsa campagna elettorale è rimasto solo quel che c’era a destra del punto, zero. Hanno ridotto Siena quasi a zero. Si sono messi d’impegno ma ci sono riusciti.

 

Non era un operazione facile. Pensate al Monte: hanno ridotto una delle banche più floride d’Europa alla quasi bancarotta in pochi terribili anni. E vogliono pure andare avanti?

Hanno riempito di debiti una delle fondazioni bancarie più ricche d’Italia. E vogliono pure andare avanti?

 

Hanno consegnato il monte, la banca dei senesi, in mano a un capitano di ventura che la farà sua o la offrirà al grande capitale internazionale. E vogliono pure andare avanti?

Hanno umiliato il merito e la capacità d’innovazione premiando una casta di servi sciocchi mediocri e ubbidienti che ha condannato la nostra città alla decadenza. E vogliono pure andare avanti?

Avanti, Siena va se e solo se rompe in modo radicale con il passato. Quello che  affronteremo in primavera non sarà un normale e fisiologico turno elettorale, ma sarà l’ultima chiamata per Siena, l’ultimo tentativo di rompere il groviglio armonioso che ha distrutto o compromesso in pochi anni i punti di eccellenza della nostra comunità, la banca, l’ospedale, l’Università, il patrimonio artistico e museale, condannando la città alla decadenza e alla marginalizzazione.

Siena ha bisogno di una rivoluzione etico-politica che metta al primo posto le persone e le idee: persone nuove e idee innovative. Una rivoluzione che rompa in maniera chiara e non ambigua e trasformistica con il passato realizzando un radicale e profondo rinnovamento.

Abbiamo assoluto bisogno di persone di qualità e perbene e di buone idee. Negli ultimi anni non abbiamo avuto né l’une né le altre.